STORIA

 

 

Il Siberian Husky è da secoli un cane di razza pura, non una creatura selvatica, mezza lupo, frutto di svariati incroci, come potrebbero pensare i poco informati. La razza si è sviluppata originariamente presso il popolo dei Ciukci dell'Asia nord orientale come cane da slitta di resistenza. Forse per qualcuno il nome "Ciukci" non significa nulla. Prendiamo una carta dell'Asia, e vedremo all'estremità nord orientale una frastagliata penisola più o meno triangolare che si staglia tra il Pacifico e il Mare Artico. È questa la penisola dei Ciukci. Lo stretto di Bering la separa dall'Alaska. Unite fino a 30.000 anni fa sono state separate dalla deriva dei continenti, ma sembrano tuttora due sorelle che si tendono la mano. In questa terra aspra è stata istituita un'unità amministrativa della Russia, il cui nome è: "Regione autonoma dei Ciukci". I Ciukci allevarono il tipo di cane che meglio si adattava alle loro esigenze. Doveva essere veloce, docile, pacifico con gli altri cani e soprattutto doveva provare vero piacere nel traino. Chi non aveva le caratteristiche richieste veniva rapidamente soppresso. I cani prescelti invece venivano allevati con grandi attenzioni. Solo i maschi più dotati venivano lasciati integri. Quelli cosi cosi venivano castrati. In questo modo i Ciukci allevarono una popolazione di cani senza alcuna tara genetica, di media taglia, con pelo medio corto ma sottopelo folto, velocissimi e robustissimi. Nel XVII secolo apparvero i primi esploratori nella penisola, e posero fine all'isolamento che aveva mantenuto gli indigeni nell'età della pietra. I coloni russi riuscirono a superare la distanza tra gli Urali ed il Pacifico in soli 60 anni. La spinta alla conquista di queste nuove terre aveva molti motivi, il più importante dei quali era la ricerca di uno sbocco al mare per l'impero degli Zar. Tutti i nuovi territori furono annessi alla Russia. Questo doloroso processo costò ai popoli indigeni un alto tributo di sangue. Gli Zar, comunque, non intendevano sterminare o cacciare gli indigeni, ma "unicamente" sottometterli. A questo scopo fu introdotta la Jasak, un particolare genere di tributo, che nella Russia degli Zar ha svolto da sempre una duplice funzione. In primo luogo era un'entrata per lo Stato, dall'altra era una conferma della volontarietà della sottomissione. Successivamente i russi si appropriarono anche dell'Alaska; solo nel 1867 essa fu venduta agli Stati Uniti. I Ciukci sono famosi per essere stato l'unico dei popoli del nord a non essersi sottomessi alla politica zarista della Jasak. Il successo della resistenza armata e gli assalti agli insediamenti dei cosacchi, 1747, costrinsero i russi a rinunciare alla repressione violenta. I Ciukci ottennero l'indipendenza politica nel 1837; furono esentati da ogni tributo e venne vietato ai russi di stabilirsi nei loro territori. Tutto questo era stato possibile anche grazie ai piccoli cani da slitta e alla maestria nel condurre le slitte. Versa la fine dell'800, in Alaska, nelle vicinanze del fiume Klondike si scopre l'oro ed ha inizio così la "Gold Rush", la corsa all'oro che si estenderà per tutta l'Alaska coinvolgendo migliaia di uomini e ispirerà a Jack London racconti che ancor oggi affascinano gli appassionati dei cani da slitta. Nel 1900 non lontano dallo stretto di Bering sorse una cittadina talmente piccola da non essere riportata neanche sulle mappe e veniva indicata con la dicitura "no name" (senza nome): un errore di trascrizione di un impiegato dell'Ufficio Territoriale la trasformò più tardi in "Nome". È in questa città mineraria che inizia la storia contemporanea del Siberian Husky come oggi la conosciamo. Dato che ogni minatore possedeva una propria muta di cani e che l'oro si poteva cercare solamente per pochi mesi all'anno, dopo di che i ghiacci non permettevano più alcun spostamento, ad alcuni minatori, per passarsi il tempo e combattere la noia, venne l'idea di organizzare una corsa di cani che mettesse a confronto le qualità delle loro mute. Cosi nel 1908 venne organizzata a Nome la prima grande corsa di cani da slitta, la "All Alaskan Sweepstakes". Questa gara si svolse su un percorso di andata e ritorno tra Nome e Candle (656 kilometri), ebbe un successo enorme che si decise di ripeterla ogni anno. In questa prima edizione non si vede traccia di cani nordici. Nel 1909 fece la sua apparizione un team di Siberian Husky, che si piazzò al terzo posto con un tempo di poco superiore a quello dei vincitori. I mushers dell'Alaska si resero subito conto della grande abilità di questi huskies arrivati dalla Siberia, se ne rese conto anche il nobile inglese Fox Maule Ramsay, che acquistò subito settanta cani dai Ciukci e cominciò ad allenarli per la corsa dell'anno dopo. In quella occasione le sue mute arrivarono prima, seconda e quarta. Il primo team, guidato da John "Iron Man" Johnson impigo' 74 ore 14 minuti e 37 secondi tempo mai egualiato nella storia della gara. Ormai nessuno si sognava più di deridere i cani del nord. La loro definitiva consacrazione arrivò nell'inverno del 1925, quando esplose un'epidemia di difterite nella sperduta cittadina di Nome (Alaska), una staffetta tra molti teams di cani da slitta rese possibile l'arrivo del siero salvavita dalla distante città di Nenana. L'eroico sforzo diede risalto nazionale ai musher ed ai loro cani. Uno di questi uomini, Leonhard Seppala, portò il suo team di huskies siberiani, discendenti dallo stock originale importato dalla Siberia, in giro per gli Stati Uniti e il Canada per una tournèe di esibizioni pubbliche. Nel 1927 mentre si trovava nella regione del New England, dove nel 1924 venne fondato il "New England Sled Dog Club" egli partecipò a gare di sleddog e dimostrò nuovamente la superiorità degli huskies siberiani sui cani locali. I mushers e gli estimatori del New England acquistarono l'ntero stock di cani. Nel 1930, da parte dell'American Kennel Club (AKC), ottennero il riconoscimento della razza, alla quale fu attribuito il nome Siberian Husky per ricordare la sua patria d'origine (Siberia) e il caratteristico urlo con il quale si esprime, il "cry of the wild" (grido selvaggio), una gamma di toni che gli hanno dato il nomignolo Husky cioè rauco. Nel 1932 redassero il primo standard di razza e nel 1938 fondarono il Siberian Husky Club d'America e diedero luogo al secondo standard più evoluto. Nel 1939 questo standard fu riconosciuto dal Canadian Kennel Club. In Svizzera nel 1955 avvenne la prima importazione ma solamente nel 1963 ci fu una presa di coscienza circa l'allevamento di tale razza. In Norvegia i cani furono introdotti nel 1958, in Finlandia e in Olanda nel 1965. Nel 1968 seguirono Germania e Danimarca, in Inghilterra la prima cucciolata fu registrata nel 1971, in Francia nel 1972, mentre in Italia i primi soggetti apparvero già attorno agli anni Cinquanta, ma la prima importazione ufficiale si ha nel 1975.

 

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